la struttura architettonica

Le opere in pietra a secco abitative e non tipiche della regione Puglia sono da ricercare principalmente nelle trasformazioni che furono effettuate, ad iniziare dagli ultimi decenni del 1600 e che si protrassero durante il 1700 e il 1800, con lo scopo di recuperare i campi incolti o di modificare la boscaglia in superfici coltivate ed abitate. E' evidente che contadini e pastori nel costruire le prime opere "a secco" adattarono la loro esperienza con il reperimento dei materiali e con alcuni condizionamenti legislativi che alcuni conti e duchi emanarono in quelle epoche in Puglia.

Quindi per i contadini nostri avi, non fu solo una predilezione di gusto, ma una scelta inevitabile per le loro necessità.

Con il sostantivo maschile "Trullo" viene indicata quella caratteristica costruzione rurale Pugliese (zona della Murgia fin verso il litorale ionico ) destinata all'abitazione del colono e al ricovero dei mezzi agricoli. Il volume architettonico del Trullo ha due diverse forme planimetriche: quella circolare e quella quadrangolare.

Quella circolare è la più antica, ma l'eterogeneità della capacità costruttiva della forma planimetrica non ha una regolarità geometrica, tramite i rilievi architettonici si è giunti alle conclusioni che non ci sono
strutture identiche, quindi non solo cambia la componente planimetrica, ma anche volumetrica. Le due componenti planimetriche differenziano la parte inferiore del volume trullo che diventa tronco-conica e tronco-piramidale.

Nella parte superiore a copertura si possono avere differenti soluzioni. La più diffusa è data dalla copertura a coni ma esistono anche trulli con la copertura con sovrapposizione di tronchi di cono e di piramidi, ovvero dei tetti a falde inclinate o delle porzioni di semisfere. Il modello architettonico del Trullo ha la caratteristica di avere due strutture di spazio indipendenti, una determina il volume interno, l'altra quello esterno.

La costruzione

Il materiale 

Il materiale adoperato per la costruzione del trullo veniva recuperato dalla superficie agricola dove il trullo veniva edificato ed era di diversa pezzatura e spessore, perché dovendo costruire senza malta, bisognava tenere conto del peso proprio, del contrasto dei cunei lapidei inseriti con forza negli interstizi. I conci che avevano maggiori dimensioni vennero adoperati per costruire gli spigoli della parte inferiore della struttura esterna, nonché gli architravi di porte e finestre; quelli di media dimensione per conformare i parametri murali, le lastre di medio spessore venivano usate per i pavimenti, le lastre sottili per le coperture.

L'area interna è realizzata mediante l'uso di corsi successivi di pietra, di pezzatura simile e disposti in maniera tale da formare un paramento murario perpendicolare alla direttrice planimetrica fino all'altezza dell'architrave del fornice d'ingresso. La parete inferiore della struttura esterna si identifica con parametro murario inclinato "a scarpa" in modo da migliorare la statica della struttura edilizia, composto con pietre di dimensioni rilevanti sia per contornare i vani delle aperture, sia per comporre gli eventuali spigoli di intersezione quando ha forma planimetrica quadrangolare.

Il tetto è formato da lastre di calcare, le cosiddette "chiancarelle" e sono importanti per la impermeabilizzazione della struttura sia per il recupero delle acque piovane. La distinzione all'esterno tra porzione inferiore e copertura è accentuata da un incasso o da una sporgenza. L'incasso è una specie di gronda inclinata, che segue il perimetro della costruzione e raccoglie le acque piovane. Nella parte più bassa della grondaia c'è un canale che raccoglie l'acqua piovana per immetterla in una cisterna situata sotto il pavimento del trullo.

La copertura a forma di cono caratterizza la maggior parte di queste costruzioni. Quando il cono è uno degli elementi della struttura esterna, risulta realizzato con "chiancarelle" inclinate di 15-20 gradi sul piano orizzontale, che vengono poste in opera in maniera sfalsata rispetto ai giunti di accostamento di quelle sottostanti, per impedire che l'acqua piovana penetri all'interno. Si tratta di una falsa cupola, formata da cerchi di pietra che diventano sempre più stretti fino a chiudere lo spazio in alto su cui svetta un pinnacolo di pietra.

Il trullo è fresco in estate e caldo in inverno per l’ingegnosa camera d’aria. Gli unici elementi che collegano la struttura esterna a quella interna sono gli stipiti e gli architravi dei fornici d’ingresso, nonché quelli delle finestre e gli elementi di diversa forma che costituiscono i pinnacoli terminali dei coni.

In un primo momento al trullo venne assegnata la funzione di riparo temporaneo durante le ore di lavoro e di deposito degli attrezzi e successiva mente con la sua evoluzione venne segnato come abitazione rurale, di stalla, di palmento, di fienile. I trulli nella maggior parte dei casi venivano costruiti in prossimità delle strade che portavano al campo agricolo.

Oggi si adopera il calcare dei trulli per la costruzione della massicciata, cioè uno strato di pietra adoperato per la costruzione di strade. Con questa prassi negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla distruzione in Puglia di circa mille trulli.

La caratteristica della "Murgia dei Trulli" è la capacità di evoluzione dei caratteristici fabbricati, per cui dal trullo unicellulare si è passati a quelli bicellulari, tricellulari, quadricellulari ecc. La spettacolarità è che nell’assemblaggio ogni modello volumetrico entra in aggregazione mantenendo inalterate le proprie caratteristiche. Tale particolarità è dovuta soprattutto al conseguenziale abbattimento del trullo a base quadrangolare che acquisisce una serie di fornici perimetrali che consentono la possibilità di accesso tra le varie cellule occupate. In effetti questa è una peculiarità del "Chiese a cupole in asse".

Nei trulli bicellulari si è notata l’esistenza del focolare, quindi del camino e di alcove ricavate nello spessore delle murature. Quando poi ci si trova di fronte ad impianti quadrimodulo, si può parlare di "masserie" in quanto intorno vi sono specifici spazi come quello adoperato a stalla o deposito con ingresso indipendente. Si nota, poi, l’esistenza della cisterna, del forno, dei soppalchi, dei ripostigli e di un’aia lastricata di più ampie dimensioni di quelle nei modelli bicellulari e tricellurari. Infine ci sono edifici composti dall’aggregazione di 5-10-15 e a volte 20 moduli volumetrici, in alcuni casi la loro composizione é derivata dalla necessità abitativa di componenti di nuclei familiari, pur continuando ad operare nelle medesime aziende agricole, hanno costituito nuove famiglie. In altri casi, invece, servivano per allocarvi ulteriori stalle o abitazioni di salariati.


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